COMMENTI E CRITICHE SULLO STILE E SUI LAVORI DI ALESSANDRO SCAPARRO
Alex ha il potere di suscitare dibattiti, di prenderci per mano e di condurci, con passo felpato, nell'atmosfera di wonderland, una terra di cui sappiamo poco, dove non c'è dio nè buoni consigli, dove non ci sono favole nè morale e ci sono invece molti forti sentimenti, ma nè buoni nè cattivi, nè belli nè brutti, nè consolatori o intrisi di quella pietas che tanto ci piace declamare e vendere per buona. wonderland è una terra anche infida, dove ci si deve difendere e uccidere per non essere uccisi. i mostri, però, vengono sempre da fuori, sono importati, non nativi, e sono loro che turbano e guastano quella che altrimenti sarebbe una atmosfera serena e, relativamente, incruenta. il coltello rappresenta l'arma più povera della resistenza ma i mostri alieni sono spesso equipaggiati con altre più potenti e assai sofisticate armi. alex ci scosta un po' il velo della morale che ottunde quella realtà.
comment By the critic Moreno Balzani on the work

Sicuramente Alessandro è tra i fotografi più innovativi di questo spazio, le sue immagini si distinguono nettamente per forma e contenuto.Mi piace molto questa composizione e non mi disturba tanto la messa in scena quanto piuttosto la figura centrale, che è si funzionale al messaggio che voleva dare, ma trovo che abbia una postura eccessivamente forzata ed innaturale: per il resto un gran bel lavoro.
comment by the critic Maurizio Pagnottelli on the work

Apprezzo la voglia di Alessandro Scaparro di esplorare il disagio femminile soprattutto giovanile. Lo apprezzo in primo luogo perchè è un uomo a farlo e ad interrogarsi e poi perchè non dimentica di rappresentare anche l'estetica di una femminilità che rimane, a mio avviso, intatta anche nei momenti più drammatici. In questa immagine però i toni drammatici e introspettivi denunciati nel commento e dall'iride "iniettata di sangue" vengono edulcorati da quella coccinella che in quegli occhi quasi si riflette e che è il simbolo o nostalgia di una adolescenza non ancora superata e risolta e mi piace soprattutto per questo.
comment by the critic Patrizia Sanzari on the work

Anche se l'immagine risulta ben eseguita sotto il profilo espositivo mi risulta invece poco comunicativa del significato di cui l'autore tende a proporre con l'inserimento nella descrizione dei significati e con esplicito riferimento tramite titolo dell'opera. I volti delle due modelle riprese non interagiscono tale iterazione avviene nell'abbraccio che induce a pensare più ad un unione che ad uno stato d'animo.Anche l'ambientazione risulta distrattiva e non da supporto a creare quell'ambientazione che isola i soggetti a tal punto da porre l'attenzione solo sull'espressione corporea e visiva dei soggetti ripresi. Sicuramente gli argomenti che Alex voleva rappresentare non sono certamente semplici da comporre e ci vuole un'idea ben precisa su cui lavorare per tirar fuori un lavoro soddisfacente.Avrei rappresentato i due stati d'animo creando due distinte immagini dove il soggetto ripreso doveva esprimere con la sua mimica uno o l'altro stato d'animo.In un secondo momento avrei fuso in post elaborazione le due modelle in un unico soggetto a seconda del lato cui si osservava si vedeva la tristezza o la speranza.Spero che queste mie osservazioni siano da stimolo per i lavori futuri.
comment by the critic Bruno Spiezia on the work

Le foto di Alex non passano inosservate ,mai.Possono piacere o non piacere ma non lasciano mai indifferenti.Ho amato da subito il suo stile perché ho sentito, prima ancora di conoscerlo, che era l’espressione autentica di un mondo interiore.Intellettualmente complesso e di una creatività esuberante e visionaria il lessico di Alex è quello attuale perché appartiene a questo tempo - che è il suo tempo per età e per formazione ma arricchito dalla conoscenza di una cultura passata di diverse provenienze a cui si ispira e a cui attinge con risultati personalissimi.Le foto di Alex ritraggono quasi sempre una umanità, preferibilmente femminile, la cui bellezza è a volte accarezzata e a volte volutamente corrotta da elaborazioni successive che personalmente leggo come il prodotto di uno scavo sul soggetto finalizzato alla sua indagine psicologica.In Alex c’è anche una forte nota dolente ma credo sia questo il tesoro e la ricchezza interiore che lo ispira e che lo difende da una razionalità che nulla crea.
comment by the critic Patrizia Sanzari
Ritorna Alex,il visionario, a riproporci la stessa modella e lo stesso modello che potrebbe essere quello della "Lost generation" post-ventesimo secolo.Il contrasto è stridente: da una parte il nichilismo senza speranza ( o quasi), dall'altra la confezione di una immagine molto curata, maniacalmente composta (si veda lo sfondo con stella marina) e modella in stile sex-symbol con graffiti.James Dean ma anche le generazioni rock successive fino al punk più catastrofista, inorridirebbero ma questa è la cifra stilistica dei nostri tempi. Corpo come tempio, come rito, e non c'è traccia di dissoluzione.
La disperazione non viene esibita ma nascosta, celata in un individualismo estremo, provocatorio e in comportamenti, volutamente o meno, standardizzati. L'omologazione del pensiero è il male che Alex sente. un male che, giustappunto, lascia senza speranza.
comment by the critic Moreno Balzani
on the work
